Il mistero di Gesù Cristo è mistero di piccolezza: Lui si è abbassato, si è annientato. Il mistero di Gesù, come vediamo nell’Ostia a ogni Messa, è mistero di amore umile, e si coglie solo facendosi piccoli e frequentando i piccoli” (papa Francesco). “Farsi piccoli” e “frequentare i piccoli”: questo il motivo conduttore del santo Natale. È Dio incarnato a spianare la strada della santità, col Suo esempio in nascita e in morte. La “strada” è in realtà un doppio binario: l’ascesi si vive facendosi piccoli (Natale) e sacrificandosi (Pasqua).

In molti, tra i grandi santi, si interrogarono su quale scegliere. C’è chi consacrò la propria vita alla Croce, nel martirio e nella penitenza, e chi – per usare un altro simbolo – privilegiò la mangiatoia.
La verità è che non c’è l’una senza l’altra. L’umanità di Gesù è un percorso univoco, dalla grotta fino al Calvario. Il Figlio non cresce se non nasce, e non risorge se non muore. È questa la metafora della fede: non Betlemme, ma il cuore degli uomini.

Per germogliare, le virtù vanno opportunamente coltivate. Come va alimentato (“svezzato”) un bambino piccolo. Maria, Madre per eccellenza, fa crescere Gesù nell’anima; maturità dello spirito è sinonimo di fede adulta.

Tra i “grandi santi” di cui sopra c’è senz’altro Teresina di Lisieux. Il vezzeggiativo non è casuale: Teresa precorse la via del nascondimento, della discrezione. Dell’imperfezione fece virtù, nella sua c.d. “infanzia spirituale”. Vale la pena citarla: “Voglio cercare il mezzo di andare in Cielo per una via ben diritta, molto breve, una piccola via tutta nuova. […] Vorrei anch’io trovare un ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché sono troppo piccola per salire la dura scala della perfezione”. E continua: “Le Tue braccia, o Gesù, sono l’ascensore che mi deve innalzare fino al Cielo! Per questo io non ho affatto bisogno di diventare grande; bisogna anzi che rimanga piccola, che lo diventi sempre di più”.

Non occorre essere “grandi” quando si è già “alti” in virtù. Un cuore piccolo è meno appesantito dalle cose del mondo, le zavorre dell’anima. Per questo, nella sua leggerezza, è più facile che si elevi. Potrà sembrare un paradosso, ma crescere… in piccolezza è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

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