Da una parte Il Volo, dall’altra Mahmood. Last but not least, Ultimo. Ma in questa sede ci interessano i primi due: sono le due facce di un’Italia divisa, come al solito, che non conosce mezze misure ma solo estremi.

L’Italia non è mai stata la Svizzera, non ha mai avuto l’equilibrio tipico dei Paesi continentali. Da brava penisola, invece, si contamina e si lascia “bagnare” da almeno tre parti. Per non parlare della politica: a metà tra destra e sinistra; conservatorismo e progressismo, non sa far altro che frammentarsi. I tre tenorini sono di destra; il mezzo-immigrato è di sinistra.

Che poi non è nemmeno immigrato.

Per fare i comunisti bisogna… emulare una certa coerenza. Quindi rivediamo il linguaggio, ché si dice “italiano di seconda generazione”.

La vittoria – fischiata – di Motta e Nada ha fatto da apripista all’epilogo della quinta serata. Dov’è l’Italia (inno all’immigrazionismo? I rossi correggerebbero: all’umanesimo) ha dato il là a Mahmood l’Egiziano. Immaginatevi la faccia: un mezzo egiziano, con la maglia dell’Italia, all’Eurovision Song Contest. In Medio Oriente, oltretutto. Se non altro siamo furbi, perché giocherà in casa.

L’Italia è quel Paese che non sa mettersi d’accordo. E che non sa scegliere chi mette tutti d’accordo. La domanda – in Parlamento come a Sanremo – è sempre una: chi li ha votati? E com’è possibile che in aula e in sala si abbia sempre da ridire (fischiare)?

Perché è un podio che non mette d’accordo nessuno; eppure mette d’accordo tutti. “Eppure” od “oppure”? Il dibattito è aperto.

Doverosa, a questo punto, una digressione sui generi(s). “Pop” e “popolare” sono due cose uguali e diverse. “Pop” è Mahmood; “popolare” è Ultimo. Il Volo, invece, è più nazional-popolare. L’abbiamo detto prima: l’Italia premia tutti e tre, dato che non sa decidersi. Ben venga, dunque, il bronzo de Il Volo, ma solo se al primo posto resta Mahmood.

In medio stat mediocre.

Più che un podio è una stadera, con al centro quel popolare che è mediocrità, che permette di non schierarsi… e per questo lo voti. I tuoi particolari non ha niente di particolare, eccetto la straordinaria ordinarietà di una comune canzone d’amore.

E non c’è niente di più universale, di più… popolare dell’amore stesso.

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